Alla ricerca della squadra perduta

di Duccio Magnelli

Il tecnico e i giocatori della Fiorentina hanno solo un modo per farsi perdonare l’indecorosa prestazione di Genova di lunedì. Battere sabato la Juventus e qualificarsi per l’Europa, qualunque essa sia. A Marassi la Viola aveva a disposizione il match point, apparentemente non difficile da conquistare, e l’ha sprecato. Al Franchi ce ne sarà un altro, ma ci vorrà una squadra molto diversa da quella spenta e abulica del Ferraris. La Fiorentina ha giocato una delle peggiori partite del campionato contro una squadra che, si diceva, avrebbe dovuto essere arrendevole e appagata perché ormai salva. Ma nessuno, forse nemmeno chi è andato in campo con la maglia viola (rossa per l’occasione) aveva fatto i conti con l’orgoglio di chi, comunque, doveva regalare qualcosa al proprio pubblico dopo le sofferenze di un campionato giocato sempre sull’orlo della retrocessione. Certo, l’atteggiamento della Fiorentina ha reso tutto molto più semplice. La Viola non sembrava davvero una squadra che si stava giocando una stagione. Lenta, mentalmente e fisicamente, E si sa che se alla Fiorentina di Italiano togli la velocità e la grinta, la pressione sull’avversario, il girare palla non trova sbocchi e si perde in passaggi inutili e leziosi.

Nel primo tempo la Sampdoria sembra davvero un’altra squadra rispetto a quella vista anche recentemente. Probabilmente la testa libera da impegni ha contribuito molto, ma anche l’atteggiamento della Fiorentina ha parecchio aiutato. Due gol, tra cui uno dell’ex Quagliarella rimesso a nuovo per l’occasione. Ma ci sono state anche altre occasioni in cui la difesa viola non ha fatto una bella figura. Forse, vista la non brillante condizione di alcuni giocatori, sarebbe stato meglio non tenere la difesa alta per esporla alle intemperie. Viste anche le tredici reti prese nelle ultime sei gare, Coppa Italia, compresa. Ma si sa, Italiano gioca così e provare a fargli cambiare idea è inutile, soprattutto alla fine del campionato. Tra l’altro, nel primo tempo la Fiorentina ha avuto una sola occasione da rete sbagliata abbastanza banalmente da Bonaventura.

Nella ripresa ci si aspetta una reazione dalla Fiorentina. La squadra prova a rovesciarsi nell’area avversaria, ma lo fa stancamente e si espone alle controffensive avversarie. Anche i nuovi entrati messi dentro da uno speranzoso Italiano, si perdono nel grigiore di una partita nata male e finita peggio. La Sampdoria giganteggia, fa altre due reti e festeggia nel modo migliore la salvezza. La Viola accorcia le distanze con un rigore trasformato da Nico Gonzalez, che non cambia di una virgola il giudizio su una partita inguardabile.

Le pagelle dicono che nessuno raggiunge la sufficienza. Nemmeno Italiano è esente da colpe, perché partite così brutte chiamano in causa necessariamente anche l’allenatore. Preoccupano, soprattutto la mancanza di reazione dopo i gol e l’atteggiamento passivo, mai propositivo. Giocare così male una partita di tale importanza fa nascere molti dubbi. Speriamo che la partita di sabato li cancelli, questi dubbi. Vero che l’Europa non era prevista a inizio stagione. Ma non raggiungerla adesso sarebbe una delusione enorme, difficile da superare. E poco resterebbe di un campionato, per altri aspetti, memorabile.

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