Chi si rivede, l’Europa

di Duccio Magnelli

Riappare l’Europa nel firmamento viola, dopo qualche settimana difficile, dopo tre sconfitte consecutive che sembravano aver complicato il cammino verso il calcio che conta. La Roma si squaglia al Franchi, dopo 10 minuti è già sotto di due reti, e non si riprenderà più. La Viola comanda il gioco a suo piacimento, lascia agli avversari solo una punizione di Pellegrini, ben parata da Terracciano, e un colpo di testa di Abraham, che sfiora il palo. Il resto è solo Fiorentina. Non c’è nemmeno bisogno, per i ragazzi di Italiano, di dannarsi troppo l’anima per portare a casa un risultato preziosissimo, visto che l’avversario sembra in crisi fisica e mentale e arriva sempre in ritardo su ogni pallone. Una Roma confusa e pasticciona, e dall’altra parte una Fiorentina tonica e precisa, che si affida alla gran vena dei suoi esterni, Ikonè e Nico Gonzales, alla preziosa regia di Ambrabat, alla classe di Bonaventura, alla fisicità di Duncan e Igor. Insomma, una bella serata, una di quelle che riportano buoni pensieri, dopo un periodo in cui quelli cattivi avevano preso il sopravvento.

Parte forte, la Viola. E parte forte Nico Gonzales, che dopo pochi minuti semina il panico nella difesa giallorossa. Salta un paio di avversari e poi cade in area contrastato da un difensore. L’arbitro Guida lascia correre ma Banti, al Var, lo richiama. È rigore. Sul dischetto va lo stesso Gonzales che spiazza Rui Patricio. Al decimo parte Bonaventura da centrocampo. Nessuno sembra considerarlo, la difesa della Roma indietreggia e il vecchio e saggio Jack non si fa pregare per mirare l’angolino alla destra del portiere giallorosso. Il gol del due a zero chiude virtualmente la gara e riapre i sogni europei della Viola e dei suoi tifosi.

Le pagelle ci dicono che il migliore è stato Nico Gonzales, vera spina nel fianco della difesa avversaria. Poco lontano Ikonè, che però dovrebbe avere più coraggio nelle conclusioni ed essere meno altruista. Bene anche Amrabat, presenza costante in mezzo al campo (onestamente prima di venderlo ci penseremo parecchio). Il centrocampo ha ritrovato anche Bonaventura e i suoi gol, mentre in difesa Igor ha giganteggiato e lasciato quasi nulla al temutissimo Abraham. Per noi l’unico un po’ sottotono è stato Venuti, spesso impreciso e un po’ distratto. Cabral ha giocato una partita di sacrificio al servizio della squadra. Però da lui tutti si aspettano i gol. Con la Roma solo un colpo di testa fuori. La squadra dovrà imparare a servirlo con più continuità e lui dovrà farsi trovare più spesso in area.

Adesso l’Europa sembra davvero a un passo. Sarebbe davvero la ciliegiona sulla torta di una stagione giocata, comunque, alla grande.

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