Il Franchi del nostro scontento

di Duccio Magnelli

Parafrasare nel titolo Shakespeare (e Steinbeck) per provare a descrivere le reazioni alla scelta del progetto che dovrà rimettere a nuovo lo stadio di Firenze. Già, perché per gran parte dei fiorentini, ci mettiamo anche quelli non tifosi e che non hanno mai messo piede al Franchi, il progetto fa schifo. Troiaio è la parola più gentile. Ma si è letto ben di peggio, con attacchi, chiaramente politici, al sindaco, considerato il vero responsabile di tutto.

Insomma, Firenze si riscopre arrabbiata, divisa, litigiosa come non mai. A noi sembra peggiorata, da qualche anno a questa parte, questa città in cui la polemica, ogni tanto, sfociava anche nell’ironia. Adesso sembra ci sia solo un rancore sotterraneo, una rabbia, un livore che fa dire no a tutto.

Il Franchi doveva essere rimesso a nuovo. Secondo molti andava buttato giù e rifatto da zero, non tenendo conto che la demolizione di una struttura del genere, circondata dalle case, sarebbe stata un’impresa complicata (e poi ci sono dei vincoli che ne impediscono la distruzione). Per altri andava buttato giù e basta, per rifare lo stadio da un’altra parte, e tornare indietro a quando il Campo di Marte era un campo d’aviazione. In fondo Commisso è venuto qui per questo, soprattutto, per fare uno stadio nuovo.

Ma il posto per il nuovo stadio non si è trovato. L’area Mercafir avrebbe comportato lo spostamento del mercato ortofrutticolo, un’operazione costosissima (e chi avrebbe pagato) e lunghissima (e penalizzante per gli operatori del mercato). E poi i terreni lì costano tanto. E allora hanno provato a vedere a Campi Bisenzio come era la situazione, ma anche lì c’erano non pochi problemi. Infrastrutture inesistenti, un centro commerciale troppo vicino per costruirne un altro, un aeroporto a poca distanza. Cosa rimaneva di terreni liberi? Qualcuno parlava della zona della ex Caserma Perotti, in fondo a via Manni, Ma è zona demaniale. E quindi, alla fine, forse quella del restauro del Franchi si è dimostrata la scelta più logica, per trovare una nuova (vecchia ma rimodernata) casa alla Fiorentina.

Indetto un concorso, a cui hanno partecipato 31 studi di progettazione, alla finale si sono ritrovati in 8. Ha vinto uno che a noi non sembra più bello o brutto degli altri. L’importante è che sia funzionale e su questo noi, che non siamo urbanisti e nemmeno architetti o ingegneri, non possiamo mettere bocca. Qualcuno voleva una cosa tipo l’Allianz Arena di Monaco, non tenendo conto che forse il posto a disposizione non era sufficiente (lo stadio si trova alla periferia della città bavarese). Qualcuno addirittura voleva che fossero i cittadini a scegliere, come se per decidere della fattibilità di un progetto così complesso bastasse essere appunto cittadini. Non era il televoto di Sanremo, non sarebbe bastato dire bello o brutto .

Sono, naturalmente, già partiti i ricorsi degli sconfitti. E le petizioni on line dei tifosi per provare a bloccare tutto. Qualcuno dice già che non ci metterà piede, come sulla tramvia su cui non doveva salire nessuno. Qualcuno ha messo su facebook il plastico dei Della Valle dicendo che quello era lo stadio che voleva fare Commisso (eppure c’era ADV in primo piano). Insomma, tanta confusione, come previsto. Il fatto che finalmente Firenze potrà avere uno stadio funzionale e moderno non interessa a nessuno.

Bastava dirlo. Quando sarebbe crollato il Franchi, ci sarebbe stato il campo delle Due Strade. Già pronto, senza restyling.

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