Senza testa e senza cuore

di Duccio Magnelli

La Fiorentina di Torino non è stata brutta e nemmeno pessima, è stata innocua. E questo ha fatto sicuramente arrabbiare Italiano, perché significa che la squadra non è praticamente scesa in campo. Il Torino, che Juric sta tirando su a sua immagine e somiglianza mattoncino dopo mattoncino, presentava in porta il terzo portiere, l’esordiente Luca Gemello, era praticamente senza attacco, con Sanabria punta centrale (e il paraguaiano è tutto meno che un centravanti) e, secondo le leggende che correvano sul filo dei social, era senza allenamenti da giorni e stremato dal covid. Ai giocatori della Fiorentina, evidentemente, tutto questo non era stato comunicato, visto il “piglio” con cui sono entrati in campo.
Eppure Italiano aveva messo in campo la squadra migliore possibile. Ma i primi trenta minuti sono stati un calvario per la Viola e per i suoi tifosi. Il Toro, senza fare niente di particolarmente eccezionale, ha però messo in campo la testa, oltre ai piedi, e ha sfruttato la leggerezza e la superficialità dei giocatori gigliati. Il primo gol del difensore Singo è stato un pasticcio della difesa (ma non solo). I tre centrali, ai due canonici si era aggiunto infatti Biraghi, si sono fatti sorvolare da un pallone proveniente da sinistra, e hanno lasciato solo Castrovilli a contrastare Singo. Il risultato è stato un tocco di testa facile facile alle spalle di un Terracciano un po’ fermo. Dimostrazione che il numero dieci viola ha difficoltà nella fase di copertura fondamentale nel 4-3-3.
Il secondo gol ha visto alcuni giocatori viola, in particolare Martinez Quarta, farsi saltare come birilli da una percussione di Lukic che ha servito Brekalo davanti alla porta. Il croato ha messo dentro quasi sorridendo. Il terzo gol nasce da un “assist” di Callejon che ha servito lo stesso Brekalo che ha saltato in scioltezza il portiere viola e ha messo in rete senza difficoltà
In tutto questo tempo la Fiorentina non ha mostrato nessuna capacità reattiva. Il primo tiro è stato al venticinquesimo con Nico Gonzalez e il secondo poco dopo con Vlahovic, servito da Odriozola nella sua unica percussione della partita, ambedue parati con sicurezza dal giovane portiere granata. Poi poco più del nulla.
Nella ripresa Italiano prova a rianimare i suoi, rimescolando un po’ le carte, mettendo Nico Gonzalez più centrale per provare a dare una mano a Vlahovic, fino a quel momento annullato dall’ottimo Bremer. Ma intorno al quarto d’ora il Torino fa poker con Sanabria, che sfrutta un assist di Mandragora e un errore grossolano di Igor. Verso la fine c’è l’esordio di Ikone (non giudicabile in questo marasma) e la nuova prova d’appello concessa a Kokorin, che, pur in una situazione di totale distensione emotiva, mostra la sua assoluta e totale inutilità.
La non concessione di recupero da parte dell’arbitro umilia ancora di più la Viola e i suoi tifosi, che non si aspettavano certo una prestazione così squallida. Le pagelle sono inutili, la bocciatura è totale. Partite di questo tipo non sono ammissibili a nessuna latitudine. La squadra è apparsa fisicamente molle e poco reattiva (il che appare piuttosto allarmante). La speranza è in un pronto riscatto giovedì a Napoli, in Coppa Italia. Partita secca, senza appello. Se lo ricordino, i giocatori viola.

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