E l’Appenino si colora di viola

di Duccio Magnelli

Il derby dell’Appennino regala il quinto posto alla Viola e lascia presagire tempi finalmente felici per la Firenze calcistica. C’era qualche timore, alla vigilia, ma alla fine, nonostante il bugiardissimo 3 a 2, la sensazione è che la Fiorentina, se non ci saranno fatti negativi, potrà davvero dire la sua in un campionato in cui alcune squadre, alla vigilia più titolate, potrebbero pagare il dazio di programmazioni, soprattutto per ciò che riguarda la panchina, sbagliate.

La Viola domina la partita, contro un Bologna troppo rinunciatario e che, fino dall’inizio, difende troppo basso, lasciando alla squadra di Italiano spazi di manovra davvero eccessivi (errore di Mihajlovic o troppa differenza tecnica fra le due squadre?). Soprattutto sulle fasce, la zona di campo preferita dal tecnico viola per far sviluppare il gioco della squadra, la Fiorentina ha tanto spazio libero. Nico Gonzalez è imprendibile, Sottil un po’ meno ma le sovrapposizioni di difensori e centrocampisti non sembrano lasciare scampo ai rossoblu. E solo per un caso il gol viola arriva intorno al trentesimo, tardissimo per quello visto in campo fino a quel momento. Odriozola e Nico Gonzalez dialogano sulla destra, poi arriva il cross perfetto dell’argentino (un cioccolatino l’ha definito il cronista di Dazn) che pesca Maleh dall’altra parte del campo. Tocco di testa e palla in rete. Pochi minuti dopo succede l’incredibile: una ripartenza del Bologna libera Barrow che al volo, con un bel gesto tecnico. mette dentro con Terracciano in uscita. Si va al riposo sulla parità, un risultato bugiardo per quello visto in campo.

La Fiorentina riparte con il coltello fra i denti, decisa a chiudere la pratica il più presto possibile. Ancora Gonzalez spadroneggia sulla destra e viene messo giù, al limite, da un difensore bolognese. Posizione perfetta per un sinistro come Biraghi, e il capitano trasforma con una pennellata. Poi ancora Gonzalez, dopo una micidiale ripartenza, viene atterrato da un intervento, disperato, del portiere. Rigore inevitabile con perfetta trasformazione di Vlahovic. Ma siccome la Fiorentina non può far mancare il patema domenicale ai suoi tifosi, un tiro deviato da Odrozola porta il Bologna a una sola lunghezza. Ma questa volta la gestione del finale è assolutamente perfetta e la Viola comincia a intravedere obbiettivi che, all’inizio di stagione, parevano irraggiungibili.

Il Bologna ha fatto quello che ha potuto, ma la Fiorentina di oggi è una squadra difficilmente controllabile, anche perché sembra vivere una condizione fisica e mentale invidiabile. E anche con un Vlahovic un po’ bloccato i gol sono arrivati lo stesso. Buona notizia se la Viola riesce a trovare alternative, in fase conclusiva, al serbo. Il migliore, per noi, è stato Nico Gonzalez, che ha messo la sua firma su tutte e tre le reti. E questo ci dice, comunque, che la Fiorentina non è proprio la stessa dell’anno scorso. Ci sono in più Torreira, appunto Gonzalez, c’è Martinez Quarta che ormai si è perfettamente ambientato, Maleh, e, soprattutto, c’è il valore aggiunto Italiano, un allenatore che sta riuscendo a tirare fuori da tutti i giocatori il meglio.

Unica nota negativa, se proprio vogliamo trovarla, è stata Amrabat, che in pochi minuti ha perso una palla pericolosissima e ha preso un’ammonizione. Insomma, il ragazzo non sembra più fare parte di questo progetto. Ai tecnici le conclusioni, in vista del mercato.

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